

inCittà è un’iniziativa culturale promossa da Confcommercio nell’ambito del progetto Cities e dedicata al presente e al futuro delle città italiane e delle loro economie urbane. Un’occasione di confronto aperto tra istituzioni, imprenditori, progettisti, accademici e cittadini, per riflettere sulle trasformazioni che attraversano i nostri spazi urbani: dalla mobilità al commercio di prossimità, dai centri storici alla cultura, dai big data alle nuove forme di socialità.
La prima edizione di inCittà si è svolta a Bologna il 20 e 21 novembre 2025. In questa pagina trovi tutti i principali contenuti dell’evento.
Highlights dell’edizione 2025
Costruire una visione condivisa per il futuro dei centri urbani. È stata questa la missione di “inCittà – Spazi che cambiano, economie urbane che crescono”, l’iniziativa organizzata da Confcommercio, nell’ambito del percorso progettuale Cities, per i suoi 80 anni.
La due giorni bolognese, nella cornice di Palazzo Re Enzo, ha offerto uno spazio di dibattito e confronto sulle dinamiche che stanno rimodellando le città italiane: dalla desertificazione commerciale alla mobilità, dai centri storici alla cultura, dal digitale alle nuove forme di socialità.
Il confronto ha messo allo stesso tavolo attori diversi – da rappresentanti delle Istituzioni locali, nazionali ed europee agli imprenditori, dagli accademici agli esperti tematici – con l’intento di superare le visioni settoriali e favorire il dialogo tra mondi spesso distanti, costruendo linguaggi comuni e nuove alleanze strategiche, capaci di mettere al centro la qualità della vita, l’inclusione, la sostenibilità e lo sviluppo economico locale.
Più che un semplice susseguirsi di convegni, l’evento si è configurato come un laboratorio di idee, ribadendo come le economie di prossimità non siano spettatrici, ma motore insostituibile per una rigenerazione urbana che sia concreta e duratura.
inCittà 2025 in due minuti

Punti di vista
Dieci relatori offrono uno sguardo personale sui alcuni dei temi che hanno affrontato nei panel: dagli stadi come luoghi di incontro alle trasformazioni sociali, dal ruolo della cultura all’equilibrio tra turismo, servizi e comunità. Brevi riflessioni che sintetizzano idee, visioni e responsabilità condivise nel costruire città più vive, inclusive e capaci di futuro facendo perno su collaborazione, politiche urbane ed economie di prossimità.

Federico Buffa
Lo stadio come cuore della vita urbana

Aldo Cazzullo
Le trasformazioni sociali delle nostre città

Evelina Christillin
Cultura e turismo: trovare un nuovo equilibrio

Matteo Maria Zuppi
Contro la solitudine: ricostruire comunità

Walter Veltroni
La città ideale nasce con i servizi che offre

Massimiliano Fedriga
Non un modello, ma molte città possibili

Paolo Testa
Politiche urbane per la prossimità e i servizi

Matteo Lepore
Città più vive grazie agli imprenditori

Jacopo Veneziani
Centri storici: memoria e identità urbana

Marco Barbieri
Le attività di prossimità nella politica di Confcommercio

I protagonisti dell’evento
Rivivi inCittà 2025
Giovedì 20 novembre 2025
Saluti istituzionali

La sessione inaugurale ha messo al centro il ruolo delle istituzioni nella costruzione di città più eque e vitali.
Luisa Guidone, Michele de Pascale e Enrico Postacchini convergono su un punto chiave: solo una governance urbana condivisa e un mercato realmente equilibrato possono garantire la qualità commerciale, la sicurezza dei territori e la competitività delle imprese.
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Sintesi
Ad aprire i lavori della prima giornata sono stati i saluti istituzionali, che hanno subito delineato il perimetro del confronto tra Amministrazione pubblica e rappresentanza d’impresa. L’Assessora all’Economia di vicinato e Commercio del Comune di Bologna, Luisa Guidone, ha posto l’accento sulla governance dell’economia urbana, ricordando come questa rappresenti uno strumento essenziale per tutelare un’offerta commerciale autentica. L’Assessora ha inoltre ribadito l’utilità di una progettazione congiunta, pubblico-privata, per definire insieme soluzioni economiche e urbane solide, capaci di durare nel tempo e di sostenersi autonomamente.
Una visione condivisa anche dal Presidente della Regione Emilia-Romagna, Michele de Pascale, che ha individuato in una rete commerciale florida la più efficace politica di sicurezza urbana. De Pascale ha invitato a gestire le città guardandole attraverso “lo sguardo del commercio”- puntando su qualità, senso di comunità e politiche integrate – e sottolineando come la crescita dell’economia italiana debba passare dalla valorizzazione delle città medie e del loro patrimonio diffuso, anche per poter meglio gestire i fenomeni dell’overtourism che affliggono talune città.
A fare gli onori di casa per il Sistema Confcommercio è stato, infine, il Presidente di Confcommercio Ascom Bologna, Enrico Postacchini, che ha definito il valore aggiunto delle attività economiche come una vera infrastruttura della comunità, da curare al pari delle opere pubbliche. Postacchini ha quindi richiamato l’attenzione sulla necessità di un’equità di mercato, sottolineando l’urgenza di garantire pari condizioni per permettere, alle piccole e medie imprese italiane e alle grandi multinazionali internazionali, di competere rispettando le stesse regole.
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Le proposte di Confcommercio per le città del futuro

L’intervento di apertura del presidente Carlo Sangalli richiama l’urgenza di una strategia nazionale per le città.
Al centro, il ruolo delle imprese come presidio sociale e risposta concreta alle criticità che stanno svuotando i centri urbani.
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Sangalli: “Le imprese sono l’anima delle città, serve un’agenda urbana nazionale”
La due giorni è entrata poi nel vivo con l’intervento del Presidente Carlo Sangalli, che ha tracciato le coordinate di una nuova visione strategica, partendo da un dato di fatto: “Le nostre imprese non sono solo attività economiche, sono presìdi di sicurezza, generatori di relazioni sociali e custodi dell’identità stessa delle nostre città”.
In un contesto segnato da profonde incertezze globali e dalle transizioni ambientale e digitale, Sangalli ha lanciato l’allarme sui rischi che minacciano i centri urbani: dalla desertificazione commerciale, che ha visto la chiusura di oltre 140.000 attività economiche negli ultimi 12 anni, fino alle distorsioni dell’overtourism e alle sfide dell’e-commerce.
Per contrastare questi fenomeni, il Presidente ha proposto un vero e proprio patto tra Istituzioni, imprese e cittadini, fondato su un principio chiave: il pluralismo distributivo. “È l’eccezionalità del modello italiano: senza il nostro tessuto economico, l’Italia non sarebbe quel ‘Sense of Italy’ che il mondo ci invidia”.
Da qui, una richiesta forte al Governo e alle istituzioni locali: l’agenda urbana non può più essere un’opzione, ma una priorità nazionale. “Serve livellare il campo da gioco con regole chiare, stabili ed eque per tutti gli operatori, colmando i vuoti normativi che penalizzano le imprese di prossimità”. La proposta di Confcommercio è concreta e consiste, a livello nazionale, in un coordinamento stabile delle politiche urbane e in una strategia unitaria che integri i diversi programmi e fondi europei e nazionali per la rigenerazione urbana. A livello regionale, va valorizzata e armonizzata l’esperienza dei distretti urbani dello sviluppo economico, mentre, a livello locale, servono programmi pluriennali per l’economia di prossimità intesi come strumenti integrati per coordinare le diverse azioni di contrasto alla desertificazione commerciale. “Città che crescono valorizzando l’impresa e imprese che fanno crescere la città”: questa la sintesi di una visione in cui Confcommercio, forte dei suoi 80 anni di storia, rinnova il proprio impegno come “protagonista del divenire d’Italia”.
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Intervento del Ministro dell’Interno

Nel suo intervento, il Ministro Matteo Piantedosi ribadisce il legame inscindibile tra sicurezza e sviluppo economico, indicando nel terziario un presidio di legalità e coesione indispensabile per la rigenerazione urbana.
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Piantedosi: “Sicurezza e vitalità economica, un binomio inscindibile per la rigenerazione”
La prospettiva istituzionale è stata ulteriormente approfondita dal Ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, che ha raccolto l’assist del Presidente Sangalli sul ruolo sociale delle imprese. “Il terziario non è solo un motore di crescita economica, ma un vero e proprio presidio di legalità e convivenza civile”, ha esordito il Ministro, riconoscendo in Bologna un modello di integrazione tra tradizione e innovazione.
Il cuore dell’intervento si è focalizzato sulla stretta interdipendenza tra ordine pubblico e sviluppo: “Non c’è crescita possibile in un contesto urbano percepito come insicuro o privo di regole – ha affermato Piantedosi – ma allo stesso tempo non può esserci sicurezza duratura senza una vitalità economica diffusa, senza servizi efficienti e luoghi capaci di generare comunità”.
Per tradurre questa visione in azioni concrete, il Viminale sta lavorando su quattro direttrici fondamentali: una sicurezza urbana integrata, che veda la collaborazione strutturale tra Forze di Polizia, enti locali, imprese e cittadini; un’innovazione tecnologica al servizio del territorio, dove le tecnologie digitali supportino ma non sostituiscano la dimensione umana; la valorizzazione del terziario come fattore di coesione per ridurre le aree di solitudine urbana e promuovere legalità e inclusione; la rigenerazione degli spazi pubblici per favorirne la funzione di centri di vita comune.
Un impegno che il Governo sostiene con risorse tangibili: “Come Ministero, stiamo investendo oltre 1 miliardo e 600 milioni di euro in progetti di rigenerazione urbana – ha concluso il Ministro – perché lavorare insieme significa costruire un patto per lo sviluppo che metta al centro le persone, colmando i divari territoriali e creando nuove opportunità di inclusione”.
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Panel 1 – Città e terziario: innovazione, economia, socialità

Il panel ha offerto una lettura concreta delle sfide che oggi attraversano i centri urbani, dal caro affitti alla desertificazione commerciale fino alla concorrenza delle grandi piattaforme digitali.
Attraverso gli interventi di Matteo Lepore, Massimiliano Fedriga e Irene Tinagli è emersa una visione articolata ma convergente: senza una governance urbana forte, un’Agenda Urbana nazionale e un quadro regolatorio equo, non è possibile tutelare l’economia di prossimità né garantire città più vivibili, inclusive e competitive.
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Sintesi
Il dibattito, moderato dalla Direttrice del Quotidiano Nazionale Agnese Pini, è entrato nel vivo affrontando le criticità che oggi rendono le città sempre più difficili da abitare: dal caro affitti alla desertificazione commerciale, fino alla concorrenza dei giganti del web.
Matteo Lepore, Coordinatore delle Città metropolitane di ANCI e Sindaco di Bologna, ha posto l’accento sull’urgenza di un’Agenda Urbana Nazionale e di un Fondo Europeo per l’abitare accessibile, sottolineando come l’emergenza casa rischi di espellere i residenti dai centri storici, compromettendo la tenuta sociale e la stessa sopravvivenza dell’economia di prossimità. Portando l’esempio di Bologna, il Sindaco ha ricordato come taluni strumenti di pianificazione siano stati decisivi per arginare la liberalizzazione selvaggia e tutelare la qualità commerciale contro l’omologazione delle catene, ribadendo però che, parimenti, anche il comparto del turismo va governato per non soffocare la residenzialità.
Una visione integrata è stata rilanciata dal Presidente della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome e della Regione Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga, che ha insistito sulla necessità di superare la logica della semplice rivendicazione di fondi per interrogarsi su quale modello di commercio offrire oggi ai cittadini. Secondo il Governatore, la sfida contro i colossi del web non si vince solo con le regole – che devono comunque garantire pari condizioni di partenza per tutti – ma costruendo un valore aggiunto basato sull’esperienza e sulla socialità, elementi che l’online non può replicare. In quest’ottica, i Distretti del Commercio promossi dalle Regioni rappresentano uno strumento fondamentale per coordinare l’offerta e rivitalizzare anche i centri minori.
In collegamento da Bruxelles, l’eurodeputata e Presidente della Commissione speciale sulla crisi degli alloggi nell’Unione europea, Irene Tinagli, ha confermato come il caro affitti stia colpendo duramente anche le aree urbane medie, allontanando i lavoratori dalle città e, conseguentemente, impoverendo il tessuto economico locale. L’eurodeputata ha quindi invocato un “level playing field”, ovvero un campo di gioco livellato, dove le normative europee sui servizi digitali vengano applicate con rigore per arginare lo strapotere delle piattaforme monopoliste. Ha infine auspicato che il nuovo Piano per le Città, a cui sta lavorando la Commissione, possa fornire ai sindaci canali più diretti e risorse concrete per gestire le trasformazioni in atto, dalla regolamentazione degli affitti brevi alla tutela della concorrenza.
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Panel 2 – Alleanze urbane per contrastare la crisi

Il panel ha mostrato come le crisi che attraversano le città possano diventare un motore di trasformazione solo quando pubblico, imprese, atenei e società civile agiscono insieme. Dal valore della programmazione urbanistica al ruolo dei distretti del commercio, fino alla necessità di politiche più semplici e inclusive, gli interventi di Luigi Taranto, Andrea Prete, Simona Tondelli, Veronica Nicotra e Mauro Magatti hanno evidenziato che la rigenerazione urbana nasce da alleanze stabili, dalla condivisione dei dati e da un nuovo equilibrio competitivo capace di sostenere davvero l’economia di prossimità.

Dall’Europa è arrivato un contributo decisivo con l’intervento del Vicepresidente esecutivo Raffaele Fitto, che ha annunciato la imminente Nuova Agenda Europea per le Città: una strategia centrata su semplificazione, coesione territoriale e tutela del “diritto a restare” nei territori più fragili.
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Sintesi
Nel pomeriggio il dibattito, guidato dal Direttore de Il Foglio Claudio Cerasa, si è spostato sulla necessità di trasformare le crisi urbane in opportunità di crescita. Per farlo, Cerasa ha proposto la metafora delle “Cinque C”: contaminazione, collaborazione, creatività, competizione e coesione.
Luigi Taranto, advisor per le politiche legislative di Confcommercio, ha declinato il progetto Cities non solo come infrastruttura organizzativa, ma come metodo di lavoro fondato sul civismo e sulla gestione della complessità. Taranto ha sottolineato l’urgenza di infrangere un tabù storico: recuperare il valore della programmazione urbanistica. Non intesa come vincolo rigido, ma come masterplan necessario per garantire la densità dei servizi di prossimità e minimizzare gli impatti negativi delle trasformazioni immobiliari, utilizzando leve fiscali e incentivi per tutelare il modello italiano di pluralismo distributivo.
Il tema della desertificazione commerciale è stato ripreso dal Presidente di Unioncamere, Andrea Prete, che lo ha legato a doppio filo con l’emergenza demografica e il disallineamento delle competenze. Prete ha evidenziato come la chiusura dei negozi riduca drasticamente la qualità della vita, chiedendo un intervento deciso per riequilibrare la competizione con le grandi piattaforme digitali. La ricetta proposta passa per una massiccia sburocratizzazione e incentivi mirati che rendano nuovamente appetibile l’apertura di attività su strada, contrastando così anche la fuga dei giovani talenti.
Il ruolo degli atenei nella rigenerazione è stato al centro dell’intervento di Simona Tondelli, Prorettrice Vicaria dell’Università di Bologna. La professoressa ha descritto l’università non solo come stakeholder, ma come vero e proprio “produttore di città”: con 100.000 studenti, di cui moltissimi fuori sede, l’ateneo genera domanda, cultura e soprattutto presidio del territorio. Tondelli ha smontato la narrazione degli studenti come causa di degrado, definendoli al contrario una risorsa di sicurezza e vivacità, e ha invocato una nuova urbanistica fatta di “agopuntura urbana”: interventi diffusi di riqualificazione dove l’interesse privato nella trasformazione pubblica non sia più visto con sospetto, ma come leva di sostenibilità.
Dall’ANCI è arrivato l’invito della Segretario Generale Veronica Nicotra a valorizzare l’eredità positiva post-pandemica, come la semplificazione amministrativa per l’occupazione di suolo pubblico e la conseguente vitalità restituita agli spazi pubblici dai dehors. Definendo i sindaci “primi imprenditori del territorio”, Nicotra ha sottolineato che per affrontare la desertificazione commerciale servono nuove idee per la riconversione degli spazi, ma soprattutto risorse stabili. L’appello al Governo è duplice: rendere strutturali i finanziamenti in tema di rigenerazione urbana e semplificare drasticamente le regole per i contributi al commercio nelle aree interne e nei comuni più fragili, oggi ritenuti troppo farraginosi per essere efficaci.
A chiudere il cerchio è stata l’analisi di Mauro Magatti, professore di sociologia dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, che ha invitato a superare la retorica della collaborazione fatta di soli tavoli e riunioni. Per il professore, la crescita oggi non è più esogena (cioè che arriva da fuori), ma endogena: nasce dalla capacità di un territorio di creare relazioni. La vera sfida è sconfiggere l’ossessione del controllo burocratico che paralizza l’innovazione. Collaborare, per Magatti, significa condividere dati e conoscenze che il mercato da solo non fa più circolare, mobilitando l’enorme ricchezza privata italiana verso investimenti strategici che uniscano indissolubilmente sviluppo economico e coesione sociale.
Fitto: “Il 3 dicembre la Nuova Agenda per le Città: semplificazione e risorse per il ‘diritto a restare’”
Un contributo centrale al dibattito è giunto da Bruxelles con l’intervento del Vicepresidente esecutivo della Commissione europea e Commissario europeo per la politica regionale e di coesione, lo sviluppo regionale, le città e le riforme, Raffaele Fitto. Collegandosi al tema della transizione dal PNRR alla nuova Politica di Coesione, Fitto ha annunciato un appuntamento cruciale: la presentazione, fissata per il 3 dicembre 2025, della Nuova Agenda Europea per le Città.
“Oggi il 75% dei cittadini europei vive in grandi aree urbane, ponendo sfide enormi su casa, trasporti e sovrappopolamento – ha spiegato il Vicepresidente – ma l’Agenda non guarderà solo alle metropoli. La vera sfida parallela è contrastare lo spopolamento dei centri medio-piccoli e delle aree interne, garantendo infrastrutture e servizi per tutelare il ‘right to stay’, il diritto a restare e a fare impresa nel proprio territorio”.
Per raggiungere questi obiettivi in vista del bilancio UE 2028-2034, Fitto ha indicato la via obbligata della semplificazione, necessaria per superare la frammentazione degli attuali 540 programmi europei afferenti alla Politica di Coesione. La strategia della Commissione punta a costruire una “filiera istituzionale” solida tra Europa, governi, regioni e comuni, abbandonando le decisioni verticistiche a favore di un approccio dal basso che coinvolga attivamente gli stakeholders e le associazioni di categoria.
Il futuro delle risorse europee, ha concluso Fitto, sarà dunque legato alla capacità di rigenerare i tessuti urbani – sul modello del New European Bauhaus – e di sostenere le piccole e medie imprese con incentivi mirati e meno burocrazia, trasformando la crisi demografica e le tensioni geopolitiche in un’opportunità di ridisegno dei servizi e dell’economia locale.
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Panel 3 – Come si muove la città: un equilibrio tra sostenibilità e competitività

In questo panel, la mobilità urbana è emersa come un sistema sempre più interdipendente, in cui gli spostamenti di persone e merci determinano la qualità della vita e la competitività economica delle città. Morena Pivetti, Mario Conte, Michela Michini, Nazzarena Franco e Giuseppina Gualtieri hanno offerto uno sguardo complementare su questo ecosistema in trasformazione: dall’ascesa della mobilità dolce alla necessità di infrastrutture moderne, dall’innovazione digitale che abilita il MaaS alla logistica dell’ultimo miglio, fino al ruolo sociale del trasporto pubblico.
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Sintesi
Il terzo panel, moderato da Alan Patarga, Caporedattore Ufficio Centrale TgCom24, ha evidenziato come la mobilità urbana richieda oggi un approccio integrato tra tecnologie, pianificazione e dialogo sociale.
Ad aprire il confronto è stata l’esperta di economia e trasporti Morena Pivetti, che ha fotografato un’Italia a due facce: cresce la mobilità dolce e pedonale, ma il trasporto pubblico fatica e il tasso di motorizzazione resta altissimo. Sul tema della logistica, Pivetti ha richiamato la necessità di affiancare ai Piani Urbani della Mobilità Sostenibile (PUMS) anche specifici Piani Urbani della Logistica, citando i recenti riconoscimenti internazionali ottenuti da Torino e Roma come segnale di un’Italia che sta recuperando terreno sul fronte delle Smart Cities.
La voce dei territori è arrivata dal videocollegamento con Mario Conte, Presidente di ANCI Veneto e Sindaco di Treviso, che ha descritto i sindaci come “equilibristi” tra istanze diverse. Conte ha ribadito la centralità dei negozi di vicinato come presidio di sicurezza contro la desertificazione e l’e-commerce, sottolineando però che per modernizzare le città serve il coraggio di affrontare opere impattanti, come le nuove tramvie, necessarie per il futuro urbano.
Sul fronte dell’innovazione, Michela Michini di Telepass ha illustrato come la digitalizzazione stia abilitando il paradigma del “Mobility as a Service” (MaaS) per offrire ai cittadini una piattaforma unica con soluzioni di trasporto e pagamento integrate. È stato inoltre sottolineato il valore strategico dei dati generati dai dispositivi a bordo dei mezzi di logistica, che potrebbero essere utilizzati per monitorare in tempo reale i flussi e decongestionare le arterie urbane.
Della logistica in ambito urbano ha parlato Nazzarena Franco, Amministratore delegato di DHL Express Italy, ricordando come i corrieri siano, oltreché i vettori dell’e-commerce, partner essenziali anche per il rifornimento dei negozi fisici. Sul tema, Franco ha citato come modello virtuoso la concertazione avvenuta a Milano (Quadrilatero della moda) per conciliare orari di consegna e vivibilità urbana.
A chiudere il cerchio Giuseppina Gualtieri, Presidente di Tper, che ha analizzato le difficoltà del trasporto pubblico locale, stretto tra carenza di risorse e necessità di investimenti. La soluzione risiede in un mix tecnologico pragmatico (elettrico, idrogeno, biometano) e nel ruolo sociale del trasporto collettivo, unico vero connettore capace di salvare dall’isolamento non solo le periferie urbane, ma anche le aree interne del Paese.
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Materiali
Giuseppina Gualtieri: Trasporto pubblico locale: spina dorsale della mobilità urbana (slide)
Michela Michini: Dati e tecnologia al servizio della governance urbana (slide)
Panel 4 – Città, Big Data e IA: percorso per un nuovo urbanesimo

L’innovazione digitale sta riscrivendo il futuro delle città. Nel confronto tra Barbara Carfagna, Guido Castelli, Stefano Epifani e Paolo Testa è emersa una domanda cruciale: come trasformare IA e Big Data in strumenti di crescita e non di controllo? Dalla tutela della privacy alla rigenerazione dei territori sismici, fino agli Urban Analytics per supportare le decisioni pubbliche, il panel ha mostrato come governare le tecnologie significhi orientarle al bene comune e alla qualità della vita urbana.
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Sintesi
A chiudere la prima giornata è stato il panel moderato da Giuseppe De Filippi, Vicedirettore del Tg5, focalizzato sulle nuove frontiere tecnologiche.
L’autrice RAI, Barbara Carfagna, ha illustrato – con l’esempio della ricostruzione in Azerbaijan – le potenzialità della Agentic AI, un’intelligenza artificiale capace di pianificare autonomamente con un intervento umano minimo. Una rivoluzione efficiente che però rischia di sfociare in una “società del controllo”, in un’era in cui le Big Tech sono già attori geopolitici potenti quanto gli Stati, motivo per cui è necessario difendere l’identità locale e la privacy personale.
Dal cratere del sisma 2016, il Commissario Straordinario alla ricostruzione, Guido Castelli, ha riportato il dibattito sulla realtà italiana. Per Castelli la tecnologia è un “utensile” prezioso per connettività e sicurezza sismica, ma non può risolvere la vera emergenza: la crisi demografica. L’IA non può sostituire la relazione umana; per questo i negozi di prossimità vanno tutelati come servizi essenziali, al pari di farmacie e ambulatori, per garantire il “diritto a restare” nei territori.
Stefano Epifani, Presidente della Fondazione per la sostenibilità digitale, ha spostato l’attenzione dalla tecnologia alla governance economica. Il problema odierno è che le piattaforme globali estraggono dati e valore dai territori senza restituirlo. La soluzione risiede nella creazione di Digital Data Space, regolamentati a livello europeo, che permettano alle città e alle imprese locali di riappropriarsi delle informazioni generate, trasformando la digitalizzazione da processo estrattivo a leva di sviluppo locale.
A dimostrazione di come ciò sia possibile, Paolo Testa, responsabile del Settore Urbanistica e Rigenerazione Urbana di Confcommercio nazionale, ha presentato il progetto Urban Analytics attraverso cui, grazie alla collaborazione tra la Confederazione e un operatore telefonico, si possono monitorare i flussi pedonali e le propensioni di spesa nei centri storici. Questi dati oggettivi diventano la base, per le Associazioni territoriali di Confcommercio, per dialogare alla pari con le Amministrazioni comunali e co-progettare funzioni e servizi che rispondano ai reali bisogni della città e azioni di animazione e promozione del territorio e delle imprese locali.
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Materiali
Stefano Epifani: La Sostenibilità Digitale del nuovo Urbanesimo Digitale (slide)
Paolo Testa: Le economie di prossimità nella città digitale (slide)
Venerdì 21 novembre 2025
Panel 5 – Dialogo tra Europa e territori: un patto per le città del futuro

Il panel ha mostrato quanto il futuro delle città dipenda dalla capacità di far dialogare i diversi livelli di governo. Gianfranco Viesti, Stefano Cavedagna, Dario Nardella e Chiara Frontini hanno offerto prospettive complementari su un tema cruciale: come allineare politiche europee, esigenze locali e vitalità dell’economia di prossimità. Dal rischio di un accentramento dei fondi UE alla necessità di condizioni eque di mercato, fino alla co-progettazione tra amministrazioni e categorie economiche, è emerso che senza un partenariato stabile e una vera Agenda Urbana, le città non possono affrontare la transizione che le attende.
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Sintesi
La seconda giornata si è aperta con il dibattito sul rapporto tra Unione Europea e territori, moderato da Fabio Carducci, responsabile della redazione romana del Sole 24 Ore.
Ad aprire il panel è stato Gianfranco Viesti, professore di Economia all’Università di Bari, che ha lanciato l’allarme sulla proposta della Commissione europea per il bilancio UE 2028-2034: l’ipotesi di riunire i fondi della coesione con quelli per l’agricoltura, e relative politiche, in un unico strumento gestito centralmente dai governi nazionali rischia di cancellare decenni di strategie urbane mirate. Per tale motivo il professore ha invitato Confcommercio a esercitare pressioni politiche per tutelare le economie di prossimità e le città, concordando sulla necessità di un’Agenda Urbana Nazionale, declinata localmente, e di un forte partenariato stabile, non solo formale, tra i vari livelli di governo e le parti economico-sociali.
Una preoccupazione condivisa, seppur da schieramenti opposti, dagli eurodeputati Cavedagna (ECR) e Nardella (S&D). Stefano Cavedagna ha poi spostato il focus sulla concorrenza sleale delle piattaforme di e-commerce extra-UE, sugli onerosi standard ambientali del Green Deal e sull’abusivismo nel comparto turismo, invocando un “nuovo patto con l’economia di prossimità” che garantisca pari condizioni di mercato a tutte le imprese. Dario Nardella ha rilanciato la proposta di una Web Tax europea sui giganti del digitale per finanziare le politiche urbane e riequilibrare il carico fiscale che oggi grava sproporzionatamente sulle PMI fisiche e ha insistito sull’urgenza di una regolamentazione europea sugli affitti brevi per tutelare la residenzialità e le attività economiche tradizionali dei centri storici italiani.
A chiudere il panel, portando l’esperienza diretta dell’amministrazione locale, è stata la Sindaca di Viterbo, Chiara Frontini. La prima cittadina ha messo a confronto due modelli di gestione dei fondi: quello frenetico e con logica emergenziale del PNRR e quello più strategico dei fondi regionali europei FESR. Il messaggio conclusivo è stato netto: i finanziamenti generano vero sviluppo solo se alla base c’è una co-progettazione reale con le categorie economiche, trasformando i cantieri in opportunità di crescita identitaria per il territorio.
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Materiali
Chiara Frontini: PNRR e fondi europei: una risposta ai bisogni reali nelle cittá? (slide)
Panel 6 – Centri storici: nuove regole per un futuro sostenibile tra turismo e vivibilità

Il confronto tra Walter Veltroni, Duccio Canestrini, Evelina Christillin, Lionello Cerri, Marisa Fantin e Alessandro Balducci ha evidenziato la necessità di nuove regole per riportare equilibrio nei centri storici, oggi sospesi tra overtourism, perdita di residenti e trasformazioni economiche rapide. Dalla pianificazione urbana alla rigenerazione culturale, il panel ha mostrato come la tutela dell’identità urbana passi da un mix di politiche pubbliche, servizi di prossimità e iniziative culturali capaci di fare comunità.
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Sintesi
Il tema della vivibilità dei centri storici, sempre più sospesi tra overtourism e desertificazione commerciale, è stato al centro del panel moderato da Nicola Saldutti, caporedattore economia del Corriere della Sera.
Ad aprire il dibattito è stato Walter Veltroni, scrittore e regista, che ha spostato l’attenzione sulla solitudine come vera emergenza urbana, aggravata dall’inverno demografico. Per l’ex Sindaco di Roma, i negozi di prossimità sono presidi sociali indispensabili per la popolazione anziana e vanno tutelati con politiche sugli affitti commerciali. Veltroni ha poi concluso smontando l’alibi dell’ingovernabilità delle metropoli: le città si possono governare, a patto di superare la frammentazione dei poteri che spesso paralizza la governance cittadina.
L’antropologo Duccio Canestrini ha analizzato le dinamiche che spingono i residenti verso le periferie, leggendo le proteste contro l’overtourism come sintomo di un malessere profondo. La tesi di fondo è che la qualità dell’offerta turistica non può prescindere dalla qualità della vita dei residenti: se la città diventa invivibile per chi la abita, perde attrattiva anche per chi la visita.
Un esempio di rigenerazione culturale virtuosa è stato portato da Evelina Christillin, Presidente della Fondazione Museo delle Antichità Egizie di Torino. Christillin ha raccontato di come il Museo Egizio di Torino si sia trasformato in un luogo aperto e inclusivo, coinvolgendo le comunità straniere locali e generando un forte indotto economico per le attività commerciali circostanti, a dimostrazione che la cultura può essere un motore di sviluppo per l’intera città.
Sulla stessa linea Lionello Cerri, fondatore del Cinema Anteo a Milano, che ha descritto il cinema non solo come luogo di fruizione ma come centro di aggregazione sociale. Attraverso iniziative nelle periferie e progetti contro l’isolamento, l’imprenditoria culturale si dimostra capace di ricucire il tessuto urbano e creare relazioni umane.
L’urbanista Marisa Fantin, referente della Community Città storica dell’Istituto Nazionale Urbanistica, ha invocato un ritorno alla pianificazione strategica, criticando le normative che assimilano gli affitti brevi alla residenza e impediscono di regolarli come attività economiche. Il suo suggerimento è quello di utilizzare il patrimonio pubblico dismesso per riportare abitanti nei centri storici, facendo convivere tutela del passato e innovazione.
In chiusura, in un videomessaggio dalla Cina, il Presidente della Fondazione Housing Sociale, Alessandro Balducci, ha evidenziato le minacce silenti alla coesione urbana, come le crescenti disuguaglianze e l’isolamento digitale, sostenendo la creazione di un’Agenda urbana in grado di coniugare le politiche istituzionali – su casa, salute e mobilità – con la vitalità delle iniziative dal basso.
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Materiali
Duccio Canestrini: “Vogliamo una vita bella!” Gentrificazione e deresidenzialità (slide)
Lionello Cerri: La sala cinematografica come presidio di identità cittadina (slide)
Marisa Fantin: Immaginare la città storica (slide)
Dialogo – La città delle persone

Il dialogo tra Aldo Cazzullo e il Cardinale Matteo Maria Zuppi ha riportato al centro la dimensione più essenziale della vita urbana: la persona, con i suoi legami, le sue fragilità e il bisogno sempre più urgente di comunità. Attraverso una riflessione che ha intrecciato solitudine, accoglienza e senso di appartenenza, il confronto ha mostrato come la città rischi di diventare luogo di transito e consumo se non si coltivano relazioni stabili e spazi condivisi. Dai portici bolognesi come simbolo di bene comune ai negozi di vicinato come presìdi sociali, è emersa una visione in cui la cura della comunità è la condizione per restituire alla città il suo volto umano.
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Sintesi
A chiudere il ciclo di incontri del venerdì mattina è stato il dialogo tra il giornalista Aldo Cazzullo e l’Arcivescovo di Bologna e Presidente della CEI, Cardinale Matteo Maria Zuppi, un confronto intenso sul senso profondo dell’abitare e del vivere insieme.
Partendo dall’osservazione di come città storiche, come Bologna, stiano cambiando volto, diventando sempre più luoghi di transito veloce e consumo turistico, Zuppi ha riflettuto sulla difficoltà di mantenere rapporti sociali stabili. Il rischio evidenziato è quello di uno sfilacciamento del tessuto sociale che porta a una solitudine diffusa e a un ripiegamento su se stessi e che tocca tanto i grandi centri quanto le periferie.
Contro questa deriva, il Cardinale ha indicato la via della relazione come unica cura efficace. Non servono tanto i divieti contro le sirene del consumismo, quanto la capacità di costruire qualcosa di più attraente: una comunità viva e aperta. In questo senso, Zuppi ha valorizzato l’immagine dei portici bolognesi come simbolo perfetto di un bene privato che si fa servizio pubblico, uno spazio di condivisione che unisce la città.
Nel dialogo si è toccato anche il tema della crisi dei luoghi fisici dell’incontro, dai negozi di vicinato alle parrocchie. Questi spazi non sono semplici erogatori di servizi o merci, ma presìdi sociali e comunitari fondamentali per evitare che la vita quotidiana si riduca a interazioni puramente digitali.
L’invito finale è stato quello a riscoprire la dimensione della fraternità e della fedeltà verso il prossimo: solo superando l’individualismo e tornando a pensarsi come comunità solidale, la città può smettere di essere solo un luogo di transito e tornare ad essere una casa per tutti.
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Panel 7 – Città belle, città sicure, città vive

Il panel ha mostrato come la qualità della vita urbana nasca dall’intreccio di tre dimensioni inseparabili: la cura degli spazi, la sicurezza e la vitalità sociale ed economica. Jacopo Veneziani, Luigi Altamura, Simone d’Antonio, Giovanni Semi e Barbara Zagami hanno offerto alcune interpretazioni di questo equilibrio: dal valore del patrimonio e delle botteghe storiche, alle sfide delle nuove insicurezze giovanili, fino alla necessità di ripensare la notte come tempo di servizi e non solo di conflitti, convergendo sul fatto che una città è davvero “bella” solo se è anche sicura, inclusiva e capace di generare relazioni.
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Sintesi
Il pomeriggio è ripreso con il panel moderato da Nicola Porro, Vicedirettore de Il Giornale e blogger, che ha affrontato il delicato equilibrio tra estetica, sicurezza e vitalità urbana, mettendo a confronto punti di vista molto diversi.
Lo storico dell’arte Jacopo Veneziani ha aperto il dibattito sottolineando come il patrimonio storico non debba essere considerato un “relitto”, ma uno strumento vivo per costruire l’identità contemporanea. Preservare le botteghe storiche e i luoghi identitari non è nostalgia, ma serve a evitare l’omologazione delle città e, secondo la “teoria delle finestre rotte”, garantisce anche maggiore sicurezza: un ambiente curato disincentiva il degrado.
Sul fronte della sicurezza è intervenuto Luigi Altamura, Comandante della Polizia Locale di Verona, che ha lanciato un allarme sulla fragilità delle città di fronte a fenomeni come le gang giovanili e lo spaccio tra minorenni. Altamura ha invocato un piano straordinario di investimenti per la sicurezza urbana e ha ribadito il valore della “sicurezza partecipata”, dove commercianti e cittadini collaborano attivamente come sentinelle del territorio.
Una prospettiva europea è stata offerta da Simone d’Antonio, Lead expert del programma europeo URBACT, che ha invitato a superare lo stigma della “movida” per parlare di “economia notturna”. L’esperto ha proposto di ripensare la notte come un tempo di vita che necessita di servizi al pari del giorno, citando gli esempi degli asili notturni a sostegno dei lavoratori turnisti o i trasporti h24. Un focus, infine, è stato dedicato alla strategia di Parigi, che investe sulla formazione nella gestione e mediazione dei conflitti da parte di tutti gli attori della notte, per garantire spazi di divertimento sicuri e rispettosi.
Giovanni Semi, professore di sociologia all’Università di Torino, ha offerto una lettura critica dei cambiamenti urbani che hanno interessato le città italiane negli ultimi trent’anni. Se da un lato gli investimenti hanno restituito ricchezza e attrattività ai centri storici, dall’altro hanno accelerato la gentrificazione e l’espulsione dei ceti popolari verso le periferie. Semi ha poi individuato nei mall e nell’e-commerce i fattori macroscopici che hanno tolto linfa vitale all’economia di prossimità nei quartieri periferici, con conseguenze sulla qualità della vita dei cittadini e sulla tenuta delle reti sociali.
Infine, l’imprenditrice Barbara Zagami ha rivendicato la funzione sociale delle imprese di intrattenimento come presìdi di sicurezza e legalità, capaci di valorizzare e rigenerare aree urbane altrimenti degradate, come dimostrano i casi di riconversione industriale a Torino. Il settore, che registra milioni di presenze (nei locali e agli eventi), secondo l’imprenditrice potrebbe essere un partner strategico, per le Istituzioni, per veicolare messaggi, diffondere informazioni e sensibilizzare su tematiche di rilevanza sociale, promuovendo tra i più giovani una cultura del divertimento sano e responsabile.
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Luigi Altamura: Garantire sicurezza senza limitare la libertà: è possibile? (slide)
Simone d’Antonio:La notte che funziona (slide)
Giovanni Semi: La bellezza è di un solo tipo; della bruttezza ce ne sono mille (slide)
Barbara Zagami: La Night Life come risorsa: città belle perché vive, città vive perché sicure (slide)
Intervento narrativo – Stadi e nuove prospettive cittadine

Nel suo intervento, Federico Buffa ha guidato il pubblico in un racconto intenso e appassionato, intrecciando sport, antropologia e urbanistica. Dal rituale della Haka al caso di San Siro, ha mostrato come gli stadi raccontino chi siamo: spazi di memoria e appartenenza, ma anche luoghi dove si decide il futuro urbano delle nostre città.
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Sintesi
Il pomeriggio è proseguito con il telecronista e storyteller sportivo Federico Buffa, che ha proposto una narrazione avvolgente intrecciando sport, antropologia e urbanistica per riflettere sul ruolo degli stadi nel tessuto cittadino.
Il viaggio è partito dalla Nuova Zelanda e dal mito degli All Blacks. Attraverso l’analisi della Haka e della cultura Maori, Buffa ha mostrato come lo sport possa essere il collante identitario supremo di una nazione: lì la maglia non è merchandising, ma un sentimento che unisce generazioni, e lo stadio è un luogo sacro di appartenenza, non di consumo.
Tornando alle nostre latitudini, Buffa ha ripercorso l’evoluzione del concetto di stadio, dall’etimologia latina di “sport” (ex portas, fuori dalle mura) agli impianti urbani inglesi e italiani degli anni Trenta. Il suo intervento si è poi focalizzato sul destino dello stadio San Siro di Milano, messo a confronto con il Santiago Bernabeu di Madrid. Mentre in Spagna la proprietà diffusa (i socios) ha impedito la delocalizzazione speculativa mantenendo lo stadio nel cuore della città, a Milano la proprietà – in mano ai fondi di private equity americani – spinge per abbattere il vecchio impianto e costruire un nuovo distretto commerciale.
In questo contesto, Buffa ha lanciato un duro monito contro l’americanizzazione del calcio, intesa come trasformazione della passione popolare in puro entertainment per élite. Il modello statunitense, dove lo stadio serve a rivitalizzare le downtown ma esclude le fasce popolari a causa dei costi proibitivi, rischia di essere trapiantato in Italia con effetti distorsivi: la creazione di cattedrali del consumo che prosciugano l’economia dei quartieri limitrofi e trasformano il tifoso in cliente, uccidendo l’anima sociale dello sport più amato del mondo.
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Panel 8 – Le città come bene comune: coesione e rigenerazione per affrontare le sfide demografiche

Le trasformazioni demografiche stanno ridisegnando il modo in cui viviamo le città, imponendo nuove domande su casa, servizi e coesione sociale. In questo panel, Paola Reali, Daniele Donati e Carlo Stagnaro hanno offerto tre prospettive diverse – sociale, giuridica ed economica – per leggere la città come un vero bene comune. Dalle nuove forme dell’abitare alle regole che governano l’economia di prossimità, fino ai modelli di attrattività urbana, il confronto ha mostrato come solo un lavoro congiunto tra pubblico e privato possa generare città capaci di trasformare le sfide demografiche in una leva di rigenerazione.
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Sintesi
L’ultima sessione della parte nazionale, moderata da Andrea Pancani, Vicedirettore del TG La7, ha esplorato il futuro urbano attraverso tre lenti diverse: l’abitare sociale, il diritto amministrativo e l’economia liberale.
L’evoluzione dell’investimento nell’abitare, che oggi non riguarda più la semplice fornitura di alloggi a canone calmierato, ma la creazione di un ecosistema di servizi, è stata illustrata da Paola Reali, responsabile Fondo Nazionale Abitare Sociale di CDP Real Asset SGR. Dal supporto agli studenti fino al senior housing per la terza età, l’obiettivo è costruire infrastrutture sociali flessibili che includano spazi comuni e servizi di prossimità, lavorando in stretta sinergia con la pubblica amministrazione.
Daniele Donati, professore di diritto amministrativo dell’Università di Bologna, ha focalizzato il suo intervento sul cuore della sua recente ricerca: verificare se esistano oggi gli strumenti per fondare e riconoscere giuridicamente il ruolo dell’economia di prossimità. L’analisi ha confermato che si tratta di un concetto ormai maturo (avallato anche dall’Europa e dalle recenti riforme), che identifica quelle attività capaci di generare relazioni e non solo scambi economici. Proprio per dare sostanza a questo ruolo, diventa indispensabile che pubblico e privato pianifichino insieme lo sviluppo del territorio, attraverso patti e partenariati, ragionando in termini di aree vaste.
Una lettura economica delle aree urbane è stata offerta da Carlo Stagnaro, direttore Ricerche e Studi dell’Istituto Bruno Leoni. Stagnaro ha sostenuto che, per favorire la mobilità sociale, non si dovrebbe incentivare la presenza di persone in zone del Paese dove non c’è mercato e scarsi sono i servizi, come le aree interne, ma andrebbero favoriti gli spostamenti verso i poli urbani attrattivi, aumentando l’offerta abitativa per abbassare i prezzi. Ha inoltre espresso criticità verso il modello della “città dei 15 minuti” che, rischiando di creare microcosmi isolati, tradisce l’essenza stessa della città come luogo di scambio e opportunità su vasta scala.
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Considerazioni conclusive

Nel suo intervento conclusivo, il Segretario Generale Marco Barbieri ha denunciato il peso crescente della fiscalità locale sul terziario e la debolezza della governance urbana, richiamando la necessità di riforme che riconoscano le imprese di prossimità come infrastrutture sociali fondamentali.
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Sintesi
Barbieri: “Coerenza tra politiche urbane e fiscalità locale”
A chiudere la sessione nazionale è stato il Segretario Generale Marco Barbieri, che ha tracciato una sintesi politica delle due giornate mettendo in luce la forte discrasia tra gli intenti dichiarati delle Amministrazioni pubbliche e la realtà operativa delle imprese. Barbieri ha denunciato la contraddizione di un sistema che, mentre promuove il partenariato pubblico-privato e la lotta alla desertificazione, continua a inasprire la pressione fiscale locale (tassa di soggiorno, canone unico patrimoniale, TARI) sul terziario, utilizzandolo di fatto come leva per i bilanci comunali.
Il Segretario ha ribadito con forza che l’impresa di prossimità non è un semplice soggetto economico, ma un’infrastruttura sociale indispensabile per la sicurezza e la vivibilità urbana; un ruolo che richiede tutele concrete, come dimostra l’impegno della Confederazione nel recente protocollo con Invimit per la ricollocazione di attività economiche in immobili dismessi. Un passaggio critico è stato riservato alla governance territoriale: Barbieri ha definito l’attuale assetto delle Città Metropolitane inadeguato, sollecitando una riforma legislativa che doti questi enti di risorse e competenze reali per gestire le dinamiche di area vasta.
Sul fronte dell’innovazione, infine, è arrivato l’invito a superare la dicotomia tra negozio fisico e digitale, puntando sulla loro piena complementarità. La vera sfida per il futuro non è la tecnologia, ma il contrasto alla concorrenza sleale dei mercati globali deregolamentati. L’obiettivo di Confcommercio resta dunque duplice: accompagnare le imprese nell’evoluzione digitale e sostenere il riconoscimento dell’economia di prossimità come presidio vitale del territorio, presso le Istituzioni e la Pubblica amministrazione.
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Focus locale – Conoscenza e cultura: il motore economico di Bologna

La sessione dedicata alla città di Bologna ha messo al centro la sua capacità di trasformare cultura, ricerca e creatività in leve concrete di sviluppo urbano. Gian Luca Farinelli, Giovanna Cosenza, Marco Becca, Marco Bosio e Giovanni Ginocchini hanno offerto uno sguardo complementare su come il capitale culturale e il capitale umano possano rigenerare spazi, rafforzare l’identità cittadina e alimentare una nuova economia di prossimità. Un dialogo che ha mostrato come la conoscenza – quando diventa progetto condiviso – possa generare valore diffuso e rendere la città un luogo più vitale, inclusivo e competitivo.
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Sintesi
La due giorni si è conclusa con un focus sulla città di Bologna, moderato da Andrea Zanchi, capocronista de Il Resto del Carlino, che ha esplorato come la città stia trasformando il suo capitale di conoscenza e cultura in un motore di sviluppo economico reale.
Ad aprire il confronto è stato Gian Luca Farinelli, direttore della Cineteca di Bologna, che ha illustrato come la cultura agisca da leva per la rigenerazione urbana. Dal recupero di spazi “perduti” (ex Manifattura Tabacchi, ex Macello) al restauro del Cinema Modernissimo, la Cineteca ha infatti riattivato luoghi oggi frequentatissimi. Un’operazione con un forte impatto economico diretto e indiretto, trainato dai 150.000 spettatori del Modernissimo e dall’attrattività internazionale del festival “Il Cinema Ritrovato”.
Giovanna Cosenza, professoressa di semiotica dell’Università di Bologna, ha analizzato il ruolo dello storytelling nella costruzione dell’identità cittadina. Pur mettendo in guardia dai rischi di una narrazione generalista, Cosenza ha riconosciuto che Bologna negli ultimi anni ha saputo costruire un racconto coerente, dotato di una direzione chiara e capace di includere nella narrazione anche le voci discordanti e gli ostacoli, elementi necessari per rendere una storia credibile e coinvolgente per la comunità.
Il direttore dell’ International Foundation Big Data and AI for Human Development, Marco Becca, ha descritto il Tecnopolo non come una torre d’avorio, ma come un ecosistema aperto dove il supercomputer Leonardo collabora con PMI e società civile. Attraverso esempi concreti – dal supporto per la dislessia all’innovazione nei video sportivi e cinematografici – ha dimostrato come l’IA e i Big Data possano risolvere problemi reali creando valore diffuso per il territorio.
Di lavoro e spazi ha parlato Marco Bosio, business partner di Talent Garden Italia, evidenziando come la flessibilità post-Covid stia trasformando l’ufficio da luogo di mansione a hub di relazione e contaminazione. Tuttavia, ha avvertito che questa fluidità nasconde un rischio: l’importazione di modelli di lavoro estremi, dove la reperibilità costante e la pressione performativa minacciano l’equilibrio tra vita privata e professionale.
Infine, Giovanni Ginocchini, direttore del Settore Mobilità Sostenibile e Infrastrutture del Comune di Bologna, ha chiuso il cerchio collegando infrastrutture e prossimità. Ginocchini ha illustrato come i progetti di rigenerazione (dai mercati rionali come l’Albani al progetto “Impronta Verde”) siano concepiti come interventi di “agopuntura urbana”, co-progettati con le reti commerciali esistenti. Sul fronte della mobilità, ha sottolineato come il tram rappresenti un’occasione per ridisegnare lo spazio pubblico e creare nuove opportunità di vivibilità.
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Marco Becca: Fare, Apprendere, Relazionarsi per cogliere le opportunità dell’I.A. (slide)
Marco Bosio: Un ecosistema che evolve: il posto del lavoro (slide)
Gian Luca Farinelli: L’esperienza della Cineteca di Bologna 2000 – 2025 (slide)
Giovanni Ginocchini: Le infrastrutture al servizio della comunità (slide)
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Luisa Guidone è Assessora all’Economia di vicinato e commercio del Comune di Bologna, incarico che ricopre dal 2021. Già Presidente del Consiglio comunale dal 2016 al 2021, è laureata in Giurisprudenza con una tesi in Diritto Amministrativo sulla sicurezza urbana. Dal 2008 lavora presso l’Ufficio legale di un’azienda pubblica di servizi alla persona. Da sempre attiva nell’associazionismo, si occupa di diritti, sviluppo sociale e legalità.
Michele de Pascale è stato eletto Presidente della Regione Emilia-Romagna nel novembre 2024. La sua carriera politica inizia nel 2004 come consigliere comunale a Cervia, dove assume la presidenza della Commissione Urbanistica e, dal 2011, il ruolo di Assessore. È stato eletto Sindaco di Ravenna nel 2016 e riconfermato nel 2021. Negli stessi anni è Presidente della Provincia e, dal 2019 al 2024, ha ricoperto l’incarico di Presidente dell’Unione delle Province d’Italia (UPI). Tra il 2018 e il 2019 ha guidato l’ANCI Emilia-Romagna.
Enrico Postacchini è Presidente di Confcommercio Ascom Bologna dal 2008 e, dal 2015, di Confcommercio Emilia-Romagna. Ricopre numerosi incarichi nel sistema associativo e istituzionale: Presidente di Iscom Bologna, C.A.F. Bologna, Cedascom e Fondo Est, oltre che membro di Giunta di Confcommercio Nazionale con incarico a Commercio e Rigenerazione urbana. È componente del Consiglio della Camera di Commercio di Bologna e, dal 2014, Presidente dell’Aeroporto G. Marconi di Bologna.



Carlo Sangalli è Presidente nazionale di Confcommercio-Imprese per l’Italia dal 2006. Laureato in Giurisprudenza, ha avuto una lunga carriera istituzionale e associativa. È stato parlamentare dal 1968 al 1992, Vice Presidente della Fondazione Cariplo (1998-2019), Vice Presidente di Fiera Milano (2004-2009), Presidente di Unioncamere (2018-2021). Entrato in Confcommercio Milano nel 1973, ne è presidente dal 1995. Guida Confcommercio Lombardia dal 1996, la Camera di commercio di Milano (oggi Milano, Lodi, Monza e Brianza) dal 1997 e l’Associazione Nazionale 50&Più dal 2019.




Matteo Piantedosi è Ministro dell’Interno dal 22 ottobre 2022. Laureato in giurisprudenza, ha iniziato la sua carriera nell’amministrazione civile dell’Interno nel 1989 presso la prefettura di Bologna. Ha ricoperto ruoli apicali, tra cui Vice Direttore Generale della Pubblica Sicurezza per il coordinamento delle Forze di polizia (2012) e Capo di Gabinetto del Ministro dell’Interno (2018). È stato Prefetto di Lodi, Bologna e, dal 2020 al 2022, Prefetto di Roma. Ha inoltre gestito, come Autorità di Gestione, diversi fondi europei per la legalità e la sicurezza interna.



Massimiliano Fedriga è Presidente della Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome dal 2021 e Presidente della Regione Friuli Venezia Giulia, eletto una prima volta nel 2018 e riconfermato nel 2023. In precedenza, è stato per dieci anni deputato alla Camera, dove è stato componente della Commissione Lavoro. Laureato in Scienze della Comunicazione e con un Master in Analisi e Gestione della Comunicazione, ha lavorato come responsabile marketing per diverse aziende del Nordest.
Matteo Lepore è Sindaco di Bologna e della Città Metropolitana dal 2021 e Coordinatore delle Città metropolitane in ANCI. Laureato in Scienze Politiche, ha conseguito master in Relazioni internazionali, Edilizia e urbanistica ed Economia della cooperazione. Entrato in politica nel 1999, è stato eletto Consigliere comunale a Bologna nel 2011 e nominato Assessore. Rieletto come consigliere nel 2016, si occupa, come Assessore, di Cultura, Turismo e Sport. Dopo aver vinto le primarie del centrosinistra, è stato eletto sindaco con una coalizione ampia di partiti e movimenti civici.
Irene Tinagli è eurodeputata, presidente della Commissione speciale sulla crisi degli alloggi e membro della Commissione problemi economici e monetari del Parlamento Europeo. Ha conseguito un Dottorato in Public Policy alla Carnegie Mellon University ed è stata consulente per ONU e Commissione Europea sui temi dello sviluppo economico regionale e urbano. Già docente all’Università Carlos III di Madrid e deputata alla Camera, è stata nominata Young Global Leader dal World Economic Forum. In videocollegamento




Raffaele Fitto è Vicepresidente esecutivo della Commissione europea e Commissario europeo per la politica regionale e di coesione, lo sviluppo regionale, le città e le riforme. Dal 2022 al 2024 è stato Ministro per gli Affari europei, le politiche di coesione e il PNRR. Dal 2014 al 2022 è stato deputato al Parlamento europeo. In precedenza, ha ricoperto gli incarichi di Ministro per la Coesione territoriale e per gli Affari regionali. È stato Presidente della Regione Puglia dal 2000 al 2005.
Mauro Magatti è professore di Sociologia generale presso la Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. Visiting professor in varie università straniere (Science Po, Notre Dame, Yale), è direttore del centro di ricerca Arc e presidente di “Poetica – Fondazione per la Generatività sociale”. É editorialista de Il corriere della sera e di Avvenire.
Veronica Nicotra è Segretario Generale dell’Associazione Nazionale Comuni italiani, prima donna a ricoprire questo incarico, da maggio 2013. In ANCI dal 1998, ha maturato una profonda esperienza sull’ordinamento degli enti locali, contribuendo alla revisione del TUEL come esperta di federalismo fiscale e riassetto della PA. Supervisiona le attività ANCI per l’attuazione del PNRR, per cui ha ideato il servizio di supporto ai Comuni “Chiedilo ad Anci” e fa parte di vari comitati e tavoli governativi. Laureata in Scienze politiche e Giurisprudenza, svolge attività di docenza in Master per l’Università Luiss.
Andrea Prete, ingegnere e imprenditore, è Presidente di Unioncamere dal 2021, dopo esserne stato Vice Presidente vicario dal 2018. Ricopre la carica di Presidente della Camera di commercio di Salerno dal 2015 ed è presente nei CdA di Infocamere e Gesac, la società di gestione dell’Aeroporto di Napoli. In passato, è stato componente della Giunta nazionale di Confindustria (2006-2009) e Presidente di Confindustria Salerno per due mandati (2003-2007 e 2017-2021). Dal 1979 al 2023 è stato socio e dirigente della I.M.C. srl, azienda specializzata nella produzione di cavi elettrici.
Simona Tondelli è Prorettrice Vicaria dell’Università di Bologna. Professoressa ordinaria di Tecnica e Pianificazione Urbanistica, svolge le sue ricerche sui temi della rigenerazione urbana e rurale, della sostenibilità e della salute urbana, delle relazioni tra trasporti ed uso del suolo, dell’edilizia sociale e dei modelli innovativi di governance. È responsabile scientifico e coordinatrice di diversi progetti europei e autrice e coautrice di oltre 200 pubblicazioni scientifiche. È, inoltre, Presidente del Clust-ER Economia urbana dell’Emilia-Romagna.






Mario Conte è Sindaco di Treviso dal 2018, rieletto al primo turno nel 2023. Dal 2019 presiede l’ANCI Veneto, incarico in cui è stato riconfermato nel 2024, venendo anche nominato delegato nazionale ANCI per le Politiche Energetiche. Già appassionato di politica, nel 2013 decide di impegnarsi nella Comunità candidandosi in Consiglio comunale risultando eletto. Diplomato geometra all’Istituto Palladio di Treviso e laureato in Scienze Politiche, prima dell’impegno politico ha lavorato nel settore edile, occupandosi della direzione lavori in cantieri pubblici e privati.
Nazzarena Franco guida dal 2019 DHL Express Italy, leader nel mercato italiano dei corrieri aerei espressi. Vanta oltre 20 anni di esperienza nella logistica e nei trasporti, maturata anche in ruoli dirigenziali dell’Aeroporto di Bologna e di Fast Freight Marconi. È membro ABIE (Advisory Board Investitori Esteri) e del Consiglio di AHK Italien (Camera di Commercio Italo-Germanica). Nel 2025 è entrata nella lista “L’Italia delle Donne – 100 donne che stanno guidando il progresso in Italia” di Forbes Italia e, nel 2024, è stata nominata tra le “Italian Most Powerful Women” da parte di Fortune Italia.
Giuseppina Gualtieri, economista industriale, è Presidente e A.D. di Tper SpA, Presidente dell’Associazione di imprese Impronta Etica, membro CdA BolognaAIL, Vicepresidente di Asstra (Associazione nazionale trasporti) e parte del Policy Board di UITP. In passato è stata Direttore generale di Nomisma (1998-2003), Presidente e Direttore di Ervet e PromoBologna, Presidente e Consigliere Delegato di Aeroporto di Bologna (2007-2011), oltre che membro del direttivo di Global Compact Italia e dei CdA di Seabo, Hera, Sipro, Gradiente Sgr, Unipol Gruppo e Unicredit Factoring.
Michela Michini ricopre l’incarico di Visitors Management in Telepass, dove è responsabile della nascita e dell’espansione europea del canale Visitors. In azienda dal 2020, ha iniziato la sua carriera nel gruppo PricewaterhouseCoopers SpA per poi lavorare nel gruppo internazionale IGT.
Morena Pivetti, giornalista esperta di economia, trasporti e logistica. Presso Il Sole 24 Ore è stata caposervizio dal 2001 al 2018, coordinatrice della rivista Trasporti e Logistica e Deputy Editor di Italy24. Dal 2018 è consulente per enti pubblici, associazioni e imprese. Ha collaborato con il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti al piano “Connettere l’Italia” e, nel 2022,ha coordinato la stesura del documento strategico propedeutico al Piano Generale dei Trasporti e della Logistica. Dal 2022 collabora con Uniontrasporti, Fs Logistix e SRM Intesa San Paolo e diverse realtà pubbliche e private.






Guido Castelli, avvocato cassazionista, è Senatore della Repubblica dal 2022 e, dal 2023, Commissario straordinario del Governo per la ricostruzione post-sisma del 2016. È stato Sindaco di Ascoli Piceno (2009-2019), Assessore della Regione Marche (2020-2022), Presidente di IFEL e delegato nazionale ANCI alla finanza locale. Ha fatto parte del Comitato europeo delle Regioni ed è relatore in numerosi convegni su economia e finanza locale. Autore di diversi volumi, collabora con università e centri di ricerca ed è membro dell’Advisory board Urban@it e dell’Osservatorio naz. sull’uso dei servizi ADR.
Stefano Epifani è Presidente del Digital Transformation Institute – Fondazione per la Sostenibilità Digitale, tra i centri di ricerca italiani più attivi nel delineare i futuri possibili dell’innovazione sostenibile. Considerato uno dei principali interpreti della trasformazione digitale in Italia, che considera leva di cambiamento solo se capace di generare valore per la collettività, ha insegnato in atenei come Sapienza, Luiss, Grenoble école de Management e l’Università delle Nazioni Unite. Per anni ha collaborato con UN-Habitat, promuovendo progetti internazionali per lo sviluppo urbano sostenibile.
Paolo Testa è Responsabile del Settore Urbanistica e Rigenerazione Urbana di Confcommercio imprese per l’Italia. Fino al 2022 è stato Capo Area Studi e Ricerche dell’ANCI e Responsabile dell’Osservatorio Nazionale Smart City dell’Anci. Laureato in Scienze politiche e con un master in Innovazione nelle pubbliche amministrazioni, da più di vent’anni si occupa di progetti di innovazione urbana e sociale e di politiche nazionali per la gestione del cambiamento nelle città, la rigenerazione urbana e la coesione territoriale.






Stefano Cavedagna è deputato al Parlamento europeo dove si occupa di ambiente, digitale, commercio e competitività nelle commissioni ENVI (Ambiente, clima e sicurezza alimentare) e IMCO (Mercato interno e protezione dei consumatori). In precedenza, è stato consigliere comunale a San Lazzaro di Savena e, successivamente, a Bologna. Commerciante nel settore veterinario, è laureato in Relazioni Internazionali all’Università di Bologna, con un seguente dottorato di ricerca in Diritto Europeo all’Università di Bologna.
Chiara Frontini è Sindaca della Città di Viterbo da giugno 2022. Laureata con lode in Scienze Internazionali e Diplomatiche, ha fondato nel 2013 uno studio specializzato in progettazione europea e avanguardie educative che gestisce progetti internazionali per diversi Paesi. In precedenza, è stata Consigliere Comunale dal 2013 al 2021 e, nel 2011, ha ricoperto l’incarico di Assessore con deleghe alle Politiche del Lavoro, Formazione, Energia, Europa e Innovazione. Ha conseguito una specializzazione in Diritto Economico Comunitario e Internazionale a Strasburgo.
Dario Nardella, europarlamentare, è stato Sindaco di Firenze e della Città Metropolitana dal 2014 al 2024 e coordinatore Anci per le Città Metropolitane. A livello europeo, ha ricoperto l’incarico di Presidente di Eurocities e, nel 2022, è stato nominato membro del Comitato Europeo delle Regioni. Già Consigliere comunale di Firenze (2004) e Vicesindaco (2009), è stato eletto alla Camera dei Deputati nel 2013. Laureato in Giurisprudenza all’Università di Firenze, ha conseguito un Dottorato in Diritto pubblico e dell’ambiente. In videocollegamento.
Gianfranco Viesti è professore ordinario di economia applicata nel Dipartimento di Scienze politiche dell’Università di Bari. Si occupa di economia industriale e regionale. I suoi più recenti libri sono Centri e periferie, 2021 (Laterza), Riuscirà in PNRR a rilanciare l’Italia (Donzelli 2023), Contro la secessione dei ricchi. Autonomie regionali e unità nazionale, (Laterza 2023), I divari territoriali in Italia. Cause effetti e politiche di contrasto (a cura di, Carocci 2024).











Duccio Canestrini è antropologo culturale, studioso delle relazioni tra uomo e ambiente, delle generazioni a confronto e dei riti della contemporaneità. Ha insegnato all’Università di Trento e nel corso di laurea in Scienze del turismo della Fondazione Campus di Lucca. Autore di una decina di libri, tra cui Andare a quel paese (2003), Non sparate sul turista (2004), Trofei di viaggio (ed. ampl. 2022) e Antropop. La tribù globale (Bollati Boringhieri, 2015). È consulente della Fondazione Romualdo Del Bianco per il programma interculturale “Life Beyond Tourism”.
Evelina Christillin è Presidente del Museo Egizio di Torino dal 2012, Consigliere del Teatro Stabile di Napoli dal 2022 e della Fondazione Passadore 1888. Laureata in Storia e Cavaliere di Gran Croce, ha guidato la candidatura e l’organizzazione delle Olimpiadi Invernali di Torino 2006. In campo sportivo, è stata membro del FIFA Council (2016-2025) e ha presieduto il Comitato Organizzativo di The Ocean Race (2022-2023). È stata a capo di ENIT, Teatro Stabile di Torino e Filarmonica del Regio, oltre che Vice Presidente dell’Associazione Milano Smart City e ha maturato esperienza in diversi CdA bancari.
Marisa Fantin, architetto, è titolare dello studio associato ARCHISTUDIO. Esperta di progettazione urbanistica, autrice di numerosi saggi e pubblicazioni, si occupa della riqualificazione delle città con particolare attenzione ai centri storici, tema che segue anche come responsabile della Community “città storica” dell’Istituto Nazionale di Urbanistica (INU). Ha curato piani di riqualificazione per i centri storici di Padova, Vicenza, Vittorio Veneto e della Medina di Tripoli. In precedenza, è stata Vicepresidente INU e Presidente dell’Ordine degli architetti di Vicenza, della Casa Editrice INU EDIZIONI e di INU Veneto.
Walter Veltroni, giornalista e collaboratore del Corriere della Sera e della Gazzetta dello Sport, è stato Direttore de l’Unità, Vice presidente del Consiglio e Ministro dei Beni e delle attività culturali, Sindaco di Roma, fondatore e primo segretario del Partito Democratico. Ha scritto vari romanzi tra cui La scoperta dell’alba, Noi, L’isola e le rose e i gialli del commissario Buonvino. Ha realizzato diversi documentari tra cui “Quando c’era Berlinguer”, “I bambini sanno”, “Tutto davanti a questi occhi”. Nel 2019 è uscito il suo primo film “C’è tempo”, nel 2023 “Quando”. È nei teatri con “Le emozioni che abbiamo vissuto”.


















Aldo Cazzullo, giornalista e scrittore, è inviato speciale ed editorialista del “Corriere della Sera” dal 2003, dopo una lunga carriera a “La Stampa”. Testimone di grandi appuntamenti elettorali e sportivi, è un profondo conoscitore della storia e dei costumi d’Italia. È autore di numerosi saggi di successo tra cui Possa il mio sangue servire, Mussolini il capobanda, La guerra dei nostri nonni, A riveder le stelle. Dante, il poeta che inventò l’Italia, Il Dio dei nostri padri. Il grande romanzo della Bibbia. Dal 2022, conduce su La7 il programma di approfondimento storico “Una giornata particolare”.
Matteo Maria Zuppi, consacrato vescovo nel 2012 e creato cardinale nel 2019, è arcivescovo di Bologna dal 2015 nonché Presidente della Conferenza Episcopale Italiana dal 2022. Ordinato presbitero nel 1981, laureato in Lettere e Filosofia, ha svolto il suo ministero a Roma, in particolare presso le parrocchie di Santa Maria in Trastevere e dei Santi Simone e Giuda Taddeo a Torre Angela. Dal 2002 al 2012 è stato Assistente ecclesiastico generale della Comunità di Sant’Egidio. È membro di vari Dicasteri della Santa Sede e Giudice della Corte di Cassazione vaticana.







igi Altamura è Comandante della Polizia Locale e Protezione Civile del Comune di Verona e componente per l’ANCI del Centro di coordinamento nazionale Viabilità Italia presso il Ministero dell’Interno. Già Vice Questore Aggiunto della Polizia di Stato, è esperto di codice della strada, sicurezza urbana e videosorveglianza. Ha ideato sistemi tecnologici per il controllo del territorio e la geolocalizzazione del degrado urbano e ha gestito la viabilità di numerosi grandi eventi veronesi. Collabora con numerose scuole di polizia locale e riviste di settore.
Simone d’Antonio è esperto di sviluppo urbano sostenibile e politiche della notte. Lead Expert della rete URBACT Cities After Dark, coordina lo scambio di esperienze sull’economia notturna e la creazione di politiche urbane innovative. Collabora a progetti di innovazione promossi da amministrazioni locali, in Italia e in Europa, nell’ambito di programmi UE come Agenda Urbana, European Urban Initiative e Urban Innovative Actions, oltre che con agenzie internazionali quali UNOPS e UN-Habitat su iniziative di cooperazione tra amministrazioni e progetti per la crescita socio-economica delle città.
Giovanni Semi è Professore Ordinario di Sociologia dell’Ambiente e del Territorio presso l’Università di Torino. Si occupa da anni di rigenerazione urbana, gentrification e trasformazione delle classi sociali in Italia. È stato visiting professor presso le università di Chicago, Paris7, EHESS-Paris, City University New York e diverse altre. Tra le sue pubblicazioni più recenti, Casa dolce casa. Italia paese di proprietari (con Filandri e Olagnero) presso Il Mulino e Breve manuale per una gentrificazione carina, Meltemi.
acopo Veneziani è uno storico dell’arte e divulgatore. Dopo un dottorato alla Sorbonne di Parigi, si è fatto conoscere sui social con l’hashtag #divulgo, da cui sono nati libri di successo come #Divulgo, Simmetrie e La Grande Parigi. Ha collaborato con “Le parole della settimana” su Rai 3 ed è ospite fisso di “In altre parole” su La7. Nel 2025, ha inaugurato su Rai 3 il suo programma “Vita da artista” e ha lanciato il podcast “Meraviglia” per Chora Media, un viaggio in Italia nei luoghi in cui la meraviglia si manifesta. Insegna “Comunicare l’arte” all’Università IULM di Milano.
Barbara Zagami, architetto, grafica, pittrice e art director, dirige dal 1998 il Supermarket Club di Torino, curandone la programmazione artistica, sociale. Dal 1990 si occupa di eventi, comunicazione e del restyling dei principali club della città. Tra il 2004 e il 2011 si è occupata del progetto “Look of the City” per Turismo Torino in occasione di grandi eventi come le Olimpiadi, la World Design Capital e il 150° anniversario dell’Unità d’Italia. Dal 2018 docente IED, è attualmente Vice presidente del Consiglio dei Club in EPAT e di SILB-FIPE Torino e Piemonte.






Considerato il massimo esponente dello storytelling in Italia, Federico Buffa ha creato un nuovo modo di raccontare lo sport, la storia e il mondo. Con il suo stile inconfondibile ha ridefinito i paradigmi della narrazione televisiva, raccontando vittorie, sfide, successi, ma anche parabole discendenti dei più grandi campioni, da George Best a Maradona, da Muhammad Ali a Michael Jordan. Già commentatore NBA, voce del calcio su Sky e grande esperto di cultura americana, è autore e protagonista di spettacoli teatrali di successo come “Le Olimpiadi del ‘36” e di acclamati documentari.



Daniele Donati è professore associato di diritto amministrativo all’Università di Bologna, dove insegna dal 2001. Ha svolto attività accademica in Italia e all’estero (tra cui Université Panthéon Sorbonne e University College of London), collabora con diverse istituzioni accademiche in paesi islamici ed è Distinguished International Fellow presso la University of Virginia. Relatore in oltre 100 tra conferenze e seminari, autore di tre monografie, oltre 90 saggi e 15 volumi collettanei, è presidente della Fondazione Museo per la Memoria di Ustica e nel CdA della Fondazione Emilia-Romagna Teatri.
Carlo Stagnaro è direttore ricerche e studi dell’Istituto Bruno Leoni ed editorialista economico per Il Foglio. In precedenza, è stato capo della segreteria tecnica del Ministro dello Sviluppo Economico. Fa parte del comitato scientifico della rivista Energia, della redazione di Aspenia e dell’Academic Advisory Council dell’Institute of Economic Affairs. È autore di diverse pubblicazioni, tra cui il recente Capitalismo di guerra. Perché viviamo già dentro un conflitto globale permanente (e come uscirne) (2025).






Marco Barbieri è Segretario Generale di Confcommercio-Imprese per l’Italia. Laureato in Giurisprudenza presso l’Università Cattolica di Milano. Ha iniziato la sua carriera nel sistema Confcommercio nel 2000. È stato Segretario Generale di Confcommercio Lodi (2003-2008) per poi assumere, presso Confcommercio Milano, Lodi, Monza e Brianza, il ruolo di Responsabile Area Rete Associativa (2008-2010), Direttore Relazioni Istituzionali (dal 2011) e Segretario Generale (da 2016). Ha maturato inoltre esperienza in diversi CdA, tra cui CFMT (2020-2025) e QUAS (2023-2025).




Marco Becca è Direttore di IFAB – International Foundation Big Data and Artificial Intelligence for Human Development. La sua carriera inizia nella consulenza manageriale in Accenture e McKinsey&co, per poi proseguire in ruoli di senior management in multinazionali di vari settori (telecomunicazioni, assicurazione, gaming). Dal 2012 è attivo nell’ecosistema dell’innovazione come Business Angel, membro di ‘Italian Angels For Growth’, e consigliere di startup. Ha una laurea in Ingegneria Elettronica e un Master in Business Administration conseguito all’Università Bocconi.
Marco Bosio gestisce le relazioni commerciali e istituzionali con il settore pubblico in Talent Garden, dove sviluppa programmi di Digital upskilling e supporto agli ecosistemi dell’innovazione. Per 20 anni si è occupato di Digital Transformation e Strategie di Innovazione per il settore pubblico e sanitario in Europa, lavorando per grandi aziende tecnologiche come Oracle, Microsoft e Google. Ha una laurea in Linguistica Computazionale e ha conseguito un MBA.
Giovanna Cosenza è professoressa di Filosofia e Teoria dei Linguaggi all’Università di Bologna, dove insegna Semiotica, Storytelling e Comunicazione di brand. Ha conseguito il dottorato e il postdoc in Semiotica con Umberto Eco. Dirige il corso di laurea in Comunicazione e Digital Media e il Master in Comunicazione, Management e Nuovi Media. Le sue aree di ricerca includono i media digitali, la comunicazione politica, la pubblicità. Dal 2008 fa divulgazione sul suo blog, sul Fatto Quotidiano e sui social media. Svolge attività di consulenza e formazione nell’area della comunicazione strategica.
Gian Luca Farinelli è dal 2000 Direttore della Cineteca di Bologna, per conto della quale ha creato “L’Immagine Ritrovata”, prima scuola italiana di restauro cinematografico, e l’omonimo laboratorio di restauro, attivo dal 1992. Nel 1986 ha ideato “Il Cinema Ritrovato”, il più prestigioso festival dedicato alla storia del cinema, di cui è tutt’ora direttore artistico. Riconosciuto tra i massimi esperti di restauro cinematografico, ha supervisionato il recupero di centinaia di capolavori. È stato tra i fondatori del World Cinema Project di Martin Scorsese e Presidente della Fondazione Cinema per Roma.

















































