Enrico Postacchini di Confcommercio interviene al Forum Europeo delle Città e del Commercio di Barcellona sui temi della rigenerazione urbana.
18 Settembre 2026

Il progetto Cities al Forum Europeo di Barcellona: il modello Confcommercio per la rigenerazione urbana

BARCELLONA. Dopo l’appuntamento a Bruxelles dello scorso 24 giugno, il progetto Cities di Confcommercio torna protagonista, nel panorama internazionale, al Forum Europeo delle Città e del Commercio di prossimità tenutosi a Barcellona il 18 settembre. La Confederazione ha portato l’esperienza italiana nel cuore del dibattito catalano sul valore economico e identitario del commercio locale, confermandosi interlocutore di riferimento sulle politiche di rigenerazione urbana e innovazione sociale per la costruzione di città più coese e sostenibili.

L’evento, organizzato dalla Generalitat de Catalunya (Dipartimento delle Imprese e del Lavoro) in collaborazione con il Comune, ha celebrato il titolo di Barcellona Capitale Europea del Piccolo Commercio 2026. Nel corso della giornata, Istituzioni, esperti e operatori europei si sono confrontati su temi nevralgici per il futuro del settore come il rapporto tra commercio, spazio pubblico e qualità della vita, la trasformazione dei centri urbani, la digitalizzazione del settore e la sua sostenibilità, l’innovazione commerciale e i modelli di collaborazione tra amministrazioni pubbliche e settore privato.

Il piano catalano per tutelare il commercio locale

I lavori si sono aperti con i saluti istituzionali del Sindaco di Barcellona, Jaume Collboni, affiancato dal Ministro delle Imprese e del Lavoro catalano, Miquel Sàmper, dal Vicepresidente del Parlamento europeo, Javi López, e dalla Segretario di Stato per il Commercio, Amparo López.

Ad aprire l’evento è stato proprio il Sindaco Collboni, che ha inquadrato con chiarezza le sfide urgenti del terziario urbano: l’aumento dei costi, l’impatto della digitalizzazione e la crescente pressione immobiliare che innesca fenomeni di gentrificazione nei gradi centri urbani. Oltre ad aver avviato una task force dedicata agli interventi urgenti nelle aree urbane a rischio desertificazione, Collboni ha annunciato la creazione, entro fine anno, di un fondo municipale per l’acquisizione di locali commerciali strategici ed emblematici. L’iniziativa, ispirata al modello di Parigi, nasce per proteggere le botteghe storiche, tutelare l’identità dei quartieri e garantire il mantenimento dei servizi essenziali di prossimità per i cittadini.

Sulla stessa lunghezza d’onda il Vicepresidente del Parlamento europeo, Javi López, che ha rimarcato la necessità di un cambio di passo europeo: la rigenerazione delle economie di prossimità deve essere interpretata come una vera e propria politica pubblica strutturale, al pari delle politiche abitative.

A chiusura dei saluti, Ministro Sàmper ha annunciato l’avvio di un innovativo Piano per la tutela dei poli commerciali strategici della Catalogna. Attraverso un modello di governance condivisa, tra la Generalitat e i Comuni, si svilupperanno strumenti giuridici avanzati per consentire alle amministrazioni locali di esercitare il diritto di prelazione e di riscatto sugli immobili commerciali, salvaguardano così le attività economiche essenziali e garantendone la continuità imprenditoriale nel tempo.

Il modello Confcommercio: rigenerare la domanda urbana

La centralità dell’approccio italiano è emersa nel panel “Unire le forze: buone pratiche nell’associazionismo commerciale”. Enrico Postacchini, Incaricato al Commercio e alla Rigenerazione Urbana di Confcommercio, ha dialogato con esperti internazionali come Hasanul Hoque, responsabile di diversi progetti di rigenerazione commerciale a Londra, e Philip Peemüller, esperto di Business Improvement Districts (BID) ad Amburgo.

Postacchini ha evidenziato il cambio di paradigma alla base della visione confederale: un’attività economica chiude non solo per costi insostenibili, ma perché viene a mancare l’ecosistema urbano che la tiene in vita. Il degrado dello spazio pubblico, lo spopolamento e l’impoverimento del mix funzionale dei quartieri azzerano, infatti, i flussi di clientela. Di conseguenza, la risposta deve puntare a rigenerare la domanda urbana alla radice, attraverso programmi pluriennali e accordi tra associazioni imprenditoriali territoriali e amministrazioni comunali volti a migliorare la residenzialità, la coesione sociale, la qualità della vita e la sicurezza urbana.

“È stata una bellissima occasione di confronto, con esperienze e competenze d’eccellenza da altri Paesi europei. Torniamo a casa con tante nuove relazioni con i protagonisti della rigenerazione commerciale e un quaderno pieno di appunti che arricchiscono il portafoglio di competenze di Cities” ha dichiarato Postacchini. “Abbiamo rilevato che tutti abbiamo problemi simili, ma che le soluzioni a questi problemi sono articolate e diverse e vanno affrontate con programmi e metodo e non con proposte estemporanee e affrettate”.

Gli strumenti operativi per i territori

Un approccio, quello di Confcommercio, nato dall’ascolto dei territori e che prende forma in un modello di governance urbana condivisa, supportato da strumenti concreti messi a disposizione del Sistema confederale da Cities, quali:

  • Kit operativo per il contrasto alla desertificazione commerciale: una guida strategica di supporto per le associazioni territoriali.
  • Cities Analytics: la piattaforma dati per il monitoraggio avanzato dei flussi pedonali nelle zone a vocazione commerciale.
  • Percorsi formativi specializzati: moduli su città ed economie urbane per accrescere le competenze interne del Sistema.
  • OpenCities: la piattaforma digitale di networking per lo scambio di buone pratiche riservata al Sistema Confcommercio.
  • inCittà: l’evento nazionale dedicato alle economie urbane, in programma a Bari il 29 e 30 ottobre 2026, che riunirà amministratori locali e imprenditori per disegnare città più vivibili, sicure e attrattive.

I lavori del Forum si sono chiusi con l’intervento di Marta Angerri, Direttrice Generale del Commercio della Generalitat de Catalunya: “Il confronto di oggi dimostra che il commercio di prossimità non è solo un motore economico, ma un pilastro insostituibile per l’identità europea. Condividere strumenti concreti e visioni su scala internazionale è la chiave per mantenere i nostri centri urbani dinamici, sicuri e a misura di cittadino”.


Leggi anche l’articolo sul sito confederale.

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