
Città tra desertificazione e boom dei servizi: le proposte del progetto Cities
Dall’analisi sulla demografia d’impresa 2012-2025 emerge un quadro di profonda trasformazione urbana: tra desertificazione commerciale e boom dei servizi, il progetto Cities propone ai Comuni un’agenda strategica in 5 punti per rilanciare l’economia di prossimità.
I nuovi dati sulla Demografia d’impresa nelle città italiane, elaborati dall’Ufficio studi di Confcommercio, delineano un quadro di profonda trasformazione urbana. Tra il 2012 e il 2025, l’Italia ha visto sparire oltre 156mila punti vendita tra commercio in sede fissa e ambulante. Un fenomeno che colpisce duramente i nostri centri storici, dove la chiusura delle imprese non è solo un dato economico, ma una ferita al decoro e alla sicurezza dei quartieri.
In questo scenario, il progetto Cities di Confcommercio si propone come il catalizzatore di una nuova governance urbana. Non basta osservare il cambiamento; occorre guidarlo per evitare che le nostre città perdano la loro anima commerciale e sociale.
I numeri della trasformazione: cosa sta succedendo nelle nostre città
L’analisi evidenzia una polarizzazione netta. Se da un lato il commercio al dettaglio soffre la concorrenza dell’online (che ha segnato un +187% nelle vendite tra il 2015 e il 2025), dall’altro si assiste a una mutazione profonda dell’offerta nei centri urbani.
Focus Categorie nei Centri Storici (2012-2025)
Le attività tradizionali sono quelle più colpite, con cali drastici che cambiano il volto delle strade:
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Edicole: -51,9%
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Carburanti: -42,5%
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Abbigliamento: -36,9%
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Libri e giocattoli: -32,6%
Al contrario, esplode il settore dell’ospitalità e dei servizi specifici:
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Altri alloggi (B&B e affitti brevi): +184,4%
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Ristoranti: +35%
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Farmacie: +9,8%
Questa “terziarizzazione” spinta, se non governata, rischia di svuotare i centri dei servizi essenziali per i residenti. Al Sud, nonostante una maggiore tenuta degli esercizi fissi, si registra un boom senza precedenti degli affitti brevi (+290,6%), contro il +147,5% del Centro-Nord.
Le proposte del progetto Cities: un’agenda per la rigenerazione urbana
Per rispondere a questi dati e invertire la rotta della desertificazione, Confcommercio chiede ai Sindaci e agli Assessori un confronto costruttivo su cinque proposte concrete, pilastri di una nuova visione di città.
1. Riconoscimento delle imprese come attori del governo urbano
Le imprese di prossimità e le associazioni territoriali rappresentano portatori di valore civico. Risulta dunque fondamentale il loro inserimento formale tra i soggetti che sottoscrivono Regolamenti per l’amministrazione condivisa e Patti di Cittadinanza. Tali strumenti permettono al terziario di mercato di contribuire attivamente alla cura dei beni comuni, al miglioramento della qualità della vita e alla gestione della sicurezza urbana.
2. Integrazione tra politiche di sviluppo economico e urbanistica
La complessità delle sfide urbane richiede il superamento della frammentazione amministrativa. L’istituzione di una Cabina di regia inter-assessorile o l’attribuzione di deleghe coordinate permette di raccordare la pianificazione urbanistica con la programmazione commerciale. Attraverso la creazione di una “mappa delle polarità di prossimità” e adottando un documento programmatico pluriennale è possibile garantire continuità e coerenza agli interventi di rigenerazione nel lungo periodo.
3. Utilizzo di strumenti di conoscenza e dati analytics
La programmazione degli investimenti pubblici deve poggiare su basi scientifiche. La creazione di un Osservatorio permanente sul tessuto economico urbano, che integri fonti amministrative e big data come Cities Analytics, consente di monitorare i flussi pedonali e le dinamiche di fruizione degli spazi. Questi dati sono essenziali per orientare le risorse verso interventi realmente utili e rendicontarne l’utilizzo.
4. Disciplina dell’offerta commerciale nelle aree sensibili
L’utilizzo strategico del Decreto SCIA 2 e della Legge Concorrenza 2022 permette ai Comuni di tutelare l’identità dei centri storici. La possibilità di subordinare ad autorizzazione o vietare l’insediamento di merceologie “incongrue” è un processo finalizzato a salvaguardare la diversità urbana nell’interesse dei residenti e dell’attrattività del territorio.
5. Gestione attiva dei locali sfitti
Attraverso forme strutturate di governance locale, come i Distretti del Commercio, è possibile attivare percorsi di rivitalizzazione degli spazi commerciali sfitti. Le azioni chiave includono il censimento degli spazi non locati per iniziative mirate, l’abbellimento e la digitalizzazione delle vetrine vuote, la costruzione di alleanze tra proprietari immobiliari e imprenditori per favorire canoni di locazione sostenibili e contrastare il degrado visivo.
Le economie di prossimità rappresentano un pilastro delle città contemporanee e un bene comune che richiede riconoscimento e rafforzamento. Il Progetto Cities prosegue l’attività di supporto alle amministrazioni per garantire che il terziario di mercato rimanga l’infrastruttura sociale e il presidio di sicurezza delle comunità locali.



