
La dimensione urbana delle politiche europee: presentazione della ricerca
Il 28 aprile 2026 si è tenuta la presentazione del volume La dimensione urbana delle politiche europee, che contiente la ricerca sviluppata da Carmela Chiapperini e Gianfranco Viesti dell’Università degli Studi di Bari Aldo Moro nell’ambito del progetto Cities. L’incontro ha riunito oltre sessanta partecipanti del sistema Confcommercio e ha offerto l’occasione per una riflessione ampia e approfondita su come l’Unione europea si è occupata nel tempo delle città, e su cosa rischia di cambiare nel prossimo ciclo di bilancio 2028–2034.
Un volume per capire dove siamo e dove stiamo andando
Il lavoro di Chiapperini e Viesti ricostruisce l’evoluzione della politica urbana europea dalle origini – i primi Progetti Pilota Urbani del 1989 – fino alle più recenti proposte della Commissione europea per il periodo di programmazione 2028–2034. La tesi di fondo è che l’Europa, pur senza competenze formali dirette in materia urbana, ha saputo costruire nel corso dei decenni una politica urbana comune: dapprima in forma indiretta, attraverso le politiche di coesione e i programmi settoriali, poi con una progressiva emersione delle città come soggetti autonomi di policy.
Tappe fondamentali di questo percorso sono la Carta di Lipsia (2007), la Dichiarazione di Toledo (2010), il Patto di Amsterdam (2016) e la recentissima Agenda urbana europea per le città (2025). Un percorso che si è tradotto, all’interno della politica di coesione, in quote minime riservate alle aree urbane: il 5% del FESR nel ciclo 2014–2020, salito all’8% nel ciclo 2021–2027, con risorse per lo sviluppo urbano sostenibile pari a 24 miliardi di euro, in crescita del +40% rispetto al periodo precedente. In Italia questo indirizzo ha alimentato una serie di iniziative nazionali – dai PRUSST ai PIRP, dal Piano periferie ai PINQuA, fino agli interventi nel PNRR – che rappresentano un adattamento virtuoso, secondo gli autori, del modello europeo alla nostra configurazione istituzionale.
La dimensione urbana come bene comune
Ad aprire i lavori è stato Paolo Testa, responsabile del Settore Urbanistica e Rigenerazione Urbana di Confcommercio, che ha inquadrato il senso dell’iniziativa: comprendere come si è evoluta la politica urbana in Europa e, soprattutto, come ci si aspetta che evolva alla vigilia della nuova proposta di bilancio comunitario.
Carlo Massoletti, membro di giunta di Confcommercio incaricato alle Politiche europee, richiamando la risoluzione del Parlamento europeo del 2023 – votata all’unanimità – che istituisce la Capitale europea del piccolo commercio, ha sottolineato come le PMI del commercio al dettaglio siano fondamentali per le comunità locali, contribuendo alla prosperità, all’inclusione e alla vita culturale delle città. Ha poi ripercorso le grandi trasformazioni che hanno segnato l’economia urbana negli ultimi trent’anni: la globalizzazione, la crisi del 2008, la liberalizzazione, l’affermazione del commercio online: tutti fenomeni che hanno reso il tessuto commerciale urbano più fragile, rendendo al contempo più urgente un approccio integrato alle politiche di territorio. Massoletti ha espresso preoccupazione per la proposta della Commissione europea di accentrare la gestione delle risorse a livello nazionale, sottraendola alle regioni e ai territori: una scelta che rischia di allontanare ulteriormente le decisioni dai luoghi in cui quelle decisioni devono produrre effetti.
Francesca Stifano, direttore centrale Relazioni istituzionali e Servizi legislativi di Confcommercio, ha inquadrato il tema in una prospettiva più ampia, identificando tre direttrici di politica europea che incidono in modo determinante sul futuro delle città: l’evoluzione verso il principio di prossimità, l’impatto delle politiche di liberalizzazione sull’economia urbana e il nuovo contesto geopolitico. Un’analisi che ha condotto a una conclusione netta: «la prossimità è un bene comune», non solo un modello economico, ma un fattore decisivo per la qualità della vita e la tenuta delle comunità locali. E il rilancio dell’economia di prossimità, ha sottolineato, va inteso prima di tutto come obiettivo di tutela del cittadino, ancor prima che come obiettivo economico.
Viesti: un tornante da affrontare a occhi aperti
Il professor Gianfranco Viesti ha illustrato i contenuti del volume invitando a tenere insieme due consapevolezze: quella di aver costruito qualcosa di importante – la politica urbana europea, con tutti i suoi limiti – e quella di trovarsi ora di fronte a un tornante che potrebbe rimettere tutto in discussione.
La proposta di bilancio della Commissione per il 2028–2034 suscita dubbi diffusi: non solo nella comunità accademica, ma anche in seno al Parlamento europeo, dove i presidenti di tutti i gruppi parlamentari hanno scritto alla Commissione in tono preoccupato. La proposta prevede la scomparsa della rubrica dedicata alla politica di coesione, una riduzione degli stanziamenti, la fusione con le politiche agricole e – soprattutto – il trasferimento del potere decisionale ai governi nazionali attraverso un piano unico di programmazione. Un’architettura top-down che, come già si è visto con il PNRR, rischia di non vedere i territori e di penalizzare gli operatori di più piccola dimensione, a partire dal mondo del commercio.
Viesti ha indicato alcune priorità per orientare il dibattito nei mesi che verranno:
- Capitolo urbano autonomo: mantenere una rubrica dedicata con risorse significative, portando la quota destinata alle città almeno al 15% delle risorse totali di ciascun Paese, come proposto da Eurocities nel 2025.
- Ruolo dei sindaci: affidare la gestione delle risorse in larga misura ai sindaci e alle loro alleanze territoriali.
- Pianificazione partecipata: valorizzare il coinvolgimento attivo di cittadini e rappresentanze economiche.
- Capacità amministrative: investire nella qualità tecnica degli enti locali, condizione indispensabile per politiche complesse e durature.
«Le politiche urbane sono politiche lente», ha ricordato Viesti, «e la velocità di rendicontazione non può diventare un incentivo a scegliere solo ciò che è facile da fare». L’immagine con cui ha chiuso è quella del tornante: meglio vederlo prima, per affrontarlo con gradualità, che arrivarci dentro di corsa rischiando di sbandare.
Materiali disponibili
Per gli utenti della Community Cities, il volume La dimensione urbana delle politiche europee e le slide della presentazione del professor Viesti sono disponibili in formato PDF qui sotto.



